In questa prima guida sul Raspberry Pi, andremo a vedere le operazioni principali per la sua configurazione di base: dalla preparazione della scheda SD per l’installazione del sistema operativo, fino al backup, passando per l’impostazione di alcuni parametri fondamentali.

Prima di iniziare, va premesso che nella nostra guida eseguiremo alcune operazioni, come ad esempio la preparazione della scheda SD, da un PC Windows. Nel caso siate in possesso di altri OS (Linux, Mac OS), potete seguire le istruzioni per la preparazione della scheda a questa pagina.

Ecco di cosa avremo bisogno:

[1] – Installazione del sistema operativo

A questa pagina è possibile avere una panoramica di tutte le distribuzioni disponibili, ma per semplificarci la vita, ridurremo la scelta a quelle segnalate alla pagina ufficiale di raspberrypi.orghttp://www.raspberrypi.org/downloads . Nel nostro caso scegliamo Raspbian.

1-raspbian

Scarichiamo il file .zip (o se preferiamo, c’è anche il torrent), poi, mentre il download procede, portiamoci avanti con il lavoro iniziando col formattare l’SD card con il software SD Formatter.

2-sd-formatter

Basterà scegliere il drive in cui la scheda è inserita, e procedere con il “Format“. A questo punto, torniamo al nostro download, scompattiamo l’archivio .zip e salviamo da qualche parte il file .img presente al suo interno. Ora possiamo avviare il software Win32 Disk Imager, individuare il percorso in cui abbiamo salvato l’img, selezionare il drive in cui è inserita la scheda SD, quindi, possiamo cliccare su “Write” per andare ad installare il sistema operativo sulla scheda.

3-disk-imager

Una volta preparata la scheda SD, possiamo inserirla nel Raspberry, collegare lo stesso alla nostra rete LAN e procedere con l’accensione.

[2] – Individuazione del Raspberry Pi nella nostra LAN

Per comunicare con il Raspberry, utilizzeremo il canale SSH attraverso il software Putty, che sicuramente non è la soluzione più semplice, ma riteniamo sia la migliore perché ci evita di dover utilizzare un monitor, un mouse e una tastiera connessi al Raspberry per poterlo utilizzare. Via SSH possiamo accedere al Raspberry da un altro dispositivo, sia esso un PC o un tablet o uno smartphone. Oltre a questo, come ben sappiamo, il Raspberry richiederebbe un monitor HDMI o un TV con ingresso video composito, ed in ogni caso, anche utilizzando l’ambiente desktop del Raspberry, avremo sempre bisogno del terminale per poter effettuare installazioni e configurazioni… Quindi, tanto vale iniziare subito con la comunicazione via SSH! 🙂

Per collegarci al Raspberry, però, abbiamo bisogno di conoscere l’indirizzo IP che gli è stato assegnato dal nostro router, quindi dobbiamo fare una scansione della nostra rete col software Angry IP Scanner. Vedremo successivamente come impostare il Raspberry su un IP statico al fine di non dover ripetere l’operazione di scansione della rete nei collegamenti successivi.

Per utilizzare Angry IP Scanner dobbiamo conoscere la tipologia di indirizzi della nostra rete, ipotizziamo di avere indirizzi del tipo 192.168.1.xxx, dovremo inserire il range di ricerca (es. 192.168.1.0 – 192.168.1.255) e successivamente avviare la scansione.

4-discover

A fine scansione troverete degli indirizzi contrassegnati con un pallino blu, se avete un solo PC nella vostra LAN e conoscete il suo IP, l’altro pallino blu vi segnalerà sicuramente l’IP assegnato al Raspberry. Se nella vostra LAN ci sono più dispositivi collegati (magari il vostro smartphone) bisognerà fare qualche controllo in più, ma alla fine troverete l’indirizzo giusto che vi permetterà di collegarvi.

[3] – Connessione via SSH

Per connetterci via SSH bisogna avviare il software Putty e collegarsi all’IP che abbiamo ricavato dalla precedente scansione e cliccare sul pulsante “Open“.

4b-putty

Se l’IP è quello giusto, vi verrà chiesto di inserire un “nome utente” ed una “password“, il nome utente corrisponde a “pi” e la password di default è “raspberry“. A questo punto siamo in collegamento con il Raspberry e siamo pronti per le prime configurazioni.

5-first-login




[4] – Impostare l’IP statico

Come già anticipato, se non vogliamo trovarci in futuro a dover rieffettuare degli scan della rete, è cosa buona quella di definire un IP statico ed assegnarlo alla scheda ethernet del Raspberry. Con questa operazione iniziamo a familiarizzare con i comandi basilari del terminale.

Editiamo il file di configurazione della scheda di rete con il comando:

Dove: sudo (Super User DO) è la richiesta di effettuare l’operazione con i privilegi di “Super User”, nano è l’editor di testi, ed il resto del comando rappresenta il percorso al file di configurazione che vogliamo editare. Questo che segue è il nostro file da modificare, visualizzato all’interno dell’editor Nano.

6-ip default

Muovendoci con le frecce, andiamo a modificare il file sostituendo “dhcp” con “static” ed andando ad aggiungere i parametri di rete. Se non conosciamo il nostro “gateway”, possiamo leggerlo dai dettagli di connessione del PC da cui siamo collegati.

7-static-ip

Per salvare ed uscire, troverete i comandi nella barra dei menù in basso dell’editor Nano, in ogni caso, CTRL+X è il “salva ed esci”, dopo questo ci viene chiesto se accettiamo di sovrascrivere il file (Y o N), scegliendo Y usciamo ed il file verrà salvato. A questo punto il nostro file di configurazione non è stato caricato dal sistema, perché la configurazione abbia effetto bisogna riavviare con il comando:

Verrete subito disconnessi dal terminale SSH, quindi sarà necessario ricollegarsi per continuare con la configurazione. Una volta ricollegati, per verificare che le impostazioni siano state caricate correttamente, ci basterà digitare il comando:

8-ifconfig

Se tutto è stato fatto correttamente, leggerete l’IP impostato nella parte evidenziata dal riquadro rosso.

[5] – Configurazioni

Uno degli ultimi aggiustamenti che si consiglia di fare, ad esempio, è quello dell’espansione della partizione di root. Per farlo dovremo accedere al pannello di configurazione del Raspberry, pannello in cui troveremo anche altre opzioni interessanti.

Colleghiamoci al Raspberry con Putty, ed una volta entrati nella shell digitate:

Vi troverete di fronte alla seguente interfaccia di configurazione:

8c-raspi-config

Come anticipato, la prima cosa da fare è quella di selezionare “expand_rootfs” e di riavviare il Raspberry. A questo punto siete pronti per iniziare ad usare il mini computer, tuttavia potrebbe essere utile modificare la password dell’utente “pi” (change_pass), oppure modificare la codifica dei caratteri della tastiera (change_locale), o ancora inserire il fuso orario (change_timezone). Va specificato che il Raspberry non ha un suo orologio interno, quindi impostare la località serve a recuperare l’orario via internet. L’ultima cosa interessante che potrebbe interessare è sicuramente il “boot_behaviour“, ovvero la possibilità di scegliere se avviare il Raspberry direttamente nella shell, cioè il terminale, oppure avviare l’ambiente desktop grafico. Ogni modifica sarà effettiva solo dopo il riavvio. Qui trovate informazioni più dettagliate sul pannello di configurazione.

[6] – Backup

Ora che il Raspberry è configurato nelle sue impostazioni di base, potrebbe essere utile effettuare un primo backup della scheda SD per evitare di dover rifare tutti questi passaggi nel caso si dovessero verificare dei problemi nel sistema operativo a seguito dell’aggiunta di applicazioni. Il consiglio, ovviamente, è quello di fare backup molto frequenti perché, ad esempio, una qualche errata configurazione potrebbe impedire il riavvio del dispositivo e costringerci a riformattare. Per eseguire il backup dell’SD ci torna utile di nuovo il software Win32 Disk Imager, e lo useremo all’esatto contrario di come lo abbiamo utilizzato all’inizio. La scheda SD va rimossa quando il Raspberry è spento, ovviamente!

8b-backup

Una volta aperto Win32 Disk Imager, basterà creare un nuovo file di backup scrivendo il percorso ed il nome del file nel campo “Image File“, poi andrà selezionato il drive corrispondente alla scheda SD, e per finire bisognerà cliccare su “Read“. Il backup potrà poi essere ripristinato ripetendo le istruzioni del punto [1], ma in questo caso, invece di caricare l’immagine del sistema operativo, caricheremo il nostro file di backup cliccando sul tasto “Write“.

Questa prima guida termina qui… Presto ne arriveranno altre! 🙂

Mr. 37 @ www.informatica37.it

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